per una società senza più classi, guerra e sfruttamento

aprile 24th, 2015 at 16:21

FOGLI DI VIA, DENUNCE E MANGANELLI NON FERMERANNO LE LOTTE!

Pubblichiamo il comunicato dell’Assemblea della Marzolo Occupata e del Comitato di Lotta per la Casa sui fogli di via emessi dalla Questura di Padova contro alcuni compagni.

In seguito ad una tentata occupazione abitativa avvenuta il 17 aprile scorso nel quartiere Forcellini a Padova, sono stati notificati cinque fogli di via ad altrettanti compagni tra cui uno della mensa Marzolo Occupata e prevedono l’allontanamento forzato per tre anni dalla città. Questi provvedimenti sono stati preceduti dai fatti del quattro aprile quando, durante la tentata occupazione di una palazzina Esu da parte del Comitato di Lotta per la Casa di Padova, un violento attacco della polizia ha portato al ricovero in ospedale di due compagni e al ferimento di molti altri.

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La motivazione data al foglio di via è la “pericolosità sociale” di cui è stato accusato anche questo compagno che ha contribuito con il suo entusiasmo e la sua generosità a tante iniziative e a diverse lotte, da quelle per la casa alla riappropriazione degli spazi pubblici abbandonati. Riteniamo che la pericolosità contestata non appartenga al nostro modo di combattere le ingiustizie quotidiane, ma ai veri responsabili di queste ultime: lo stato di polizia asservito agli interessi della classe dominante. Ingiustizie che hanno il nome di precarietà` crescente, continui tagli a diritti e servizi sociali, accanimento punitivo verso i più deboli e un progressivo impoverimento per la maggior parte delle persone, a favore invece dello sfacciato arricchimento dei pochi noti: banchieri, politici e padroni. Leggi »

aprile 24th, 2015 at 16:14

Liberare tutti vuol dire lottare ancora!

Come Assemblea di lotta “Uniti contro la Repressione” prendiamo parola a pochi giorni dall’ennesimo attacco repressivo ai danni di militanti antifascisti. Sette compagni del Centro Sociale Autogestito Dordoni di Cremona sono stati sottoposti a misure cautelari con l’accusa di rissa aggravata in merito all’aggressione fascista che aveva lasciato Emilio in fin di vita lo scorso 18 Gennaio.

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La stessa accusa di rissa formulata contro i militanti del Dordoni mira a depoliticizzare l’accaduto, invertendo la dinamica dell’agguato, restituendo la solita narrazione della guerra tra bande, tanto cara ai giornali di regime e alle questure di tutta Italia.

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Le misure cautelari, inoltre, questa volta vengono utilizzate espressamente per evitare che soggetti ritenuti  socialmente pericolosi possano partecipare a momenti di piazza come il 25 Aprile, quest’anno ricorrono i 70 anni della liberazione, o il Primo Maggio. Leggi »

aprile 14th, 2015 at 10:15

CON I COMPAGNI E LE COMPAGNE RIVOLUZIONARIE DEL DHKP-C CONTRO IL REGIME FASCISTA E GUERRAFONDAIO DI ERDOGAN CONTRO LA COMPLICITA’ DELLO STATO ITALIANO

Diffondiamo un comunicato del collettivo Tazebao sugli ultimi eventi di lotta rivoluzionaria e di repressione in Turchia. Teniamo alta l’attenzione sugli eventi turchi anche perchè la collaborazione repressiva tra stato italiano e stato turco è sempre più forte, come dimostra il recente arresto di un presunto militante del DHKP-C a Mestre. Alleghiamo anche la traduzione di un intervista ai due compagni mentre detenevano il magistrato durante l’azione del 31 marzo scorso.

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Martedì 31 marzo in Turchia, due militanti dell’organizzazione comunista DHKP-C (Partito/Fronte di Liberazione del Popolo Rivoluzionario), Bahtiyar Dogruyol e Safak Yayla, eludendo ogni controllo sono riusciti a introdursi armati nel tribunale di Istanbul e a detenere per alcune ore il magistrato che aveva in mano il procedimento contro i poliziotti che uccisero il quattordicenne Berkin Elvan, morto dopo 269 giorni di coma a causa di un lacrimogeno sparatogli in faccia durante le rivolte antigovernative di Gezi Park del giugno 2013.

Per il rilascio del magistrato, l’organizzazione chiedeva la confessione pubblica dei poliziotti assassini, il loro giudizio difronte ad un tribunale popolare e la cessazione delle incriminazioni per coloro che avevano partecipato alle manifestazioni contro l’omicidio di Berkin Elvan. Leggi »

aprile 7th, 2015 at 17:04

Grave attacco al movimento per la casa a Padova!

Questa mattina (sabato 4 aprile n.d.r.) a Padova una settantina di persone, tra cui diverse famiglie di immigrati con figli e alcuni compagni, hanno provato ad occupare una palazzina a scopo abitativo in zona di Via Cave. La risposta è stata immediata ed è passata direttamente dalla questura con l’invio di ingenti forze, camionette e macchine della polizia, i numerosi agenti non hanno esitato ad aggredire fisicamente gli occupanti ancora prima che scendessero dalle rispettive macchine. E’ cominciata una caccia all’uomo per le vie del quartiere, alcuni compagni sono stati malmenati, una donna incinta è stata fatta cadere atterra, altre compagne sono state fatte cadere e manganellate a terra, mentre alcuni abitanti delle case che si erano affacciati alle finestre urlavano contro la violenza della polizia e in solidarietà ai compagni. Di fronte al manifestarsi della solidarietà la reazione della polizia è stata di intimidire gli abitanti stessi salendo perfino nelle case di chi si era affacciato alla finestra. Alcuni compagni sono stati portati in questura insieme ad alcuni immigrati. Un compagno immigrato è stato ricoverato in ospedale per le manganellate prese alla testa e un compagno è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale.
Fuori dalla questura c’erano una trentina di compagni e quando anche l’ultimo dei trattenuti è uscito un corteo spontaneo è partito in direzione della Mensa Marzolo Occupata.
A Padova, come in tante altre città italiane, il problema della casa è serio e grave. Il lavoro scarseggia giorno dopo giorno, la precarietà dilaga tra giovani, meno giovani, per non parlare della condizione degli immigrati, l’affitto di abitazioni private è una spesa inaccessibile per la maggior parte delle persone e il patrimonio di case pubbliche viene svenduto, ristrutturato per poi essere rivenduto a privati. Di fronte ad una necessità oggettiva, come quella di poter avere una casa e di poter avere il diritto di vivere dignitosamente l’unica risposta della giunta è quella della repressione, in linea coerente con le politiche del governo che mentre vara decreti quali il piano casa, il Jobs Act e l’ultimo decreto antiterrorismo, contemporaneamente si macchia le mani del sangue di chi lotta e scende in piazza a manifestare.
La lotta non si arresta!
Diamo tutta la nostra solidarietà ai compagni e alle famiglie di occupanti!
La casa è un diritto, l’affitto una rapina!

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Comitato Lotta Casa Padova, Marzolo Occupata, Info Spazio Chinatown

  • EVENTI

    NON CI SONO EVENTI IN PROGRAMMA
  • PEDRO VIVE NELLE LOTTE – 9 MARZO 1985

  • 30 ANNI DI CARCERE E DI RESISTENZA!

  • LA BRECCIA N3

  • Ciao compagno Alfredo!