per una società senza più classi, guerra e sfruttamento

gennaio 15th, 2010 at 07:56

Black Panther Party – un’eredità da mettere a frutto


[Avvicinandoci alla presentazione del libro "Con il sangue agli occhi" di stasera, 15 gennaio, h 21.00 allo Stalker REloaded in Corso Australia - Padova, pubblichiamo le riflessioni dei compagni dell'associazione culturale Nicola Pasian attorno all'esperienza delle Black Panther e del pensiero di George Jackson.]



Black Panther Party – un’eredità da mettere a frutto.

Senza dubbio la formazione del Black Panther Party (BPP) nel 1966 rappresenta la più avanzata sperimentazione rivoluzionaria nella storia degli Stati Uniti; il lavoro delle Pantere Nere ha reso possibile fare dei passi in avanti verso l’effettiva liberazione dalla colonizzazione interna ed è quello che più di tutti si è avvicinato a questo obiettivo. Collocandosi nel solco tracciato da prece­denti leader rivoluzionari come Marcus Garvey, Ida B. Wells e Malcom X, il BPP ha fatto propria l’analisi marxista e ha saputo riconoscere la necessità strategica di una politica internazionalista, contribuendo a modificare i concetti fondamentali di “nazionalità” e “cittadinanza”. La breccia teorica aperta dal cofondatore del BPP Huey P. Newton, sviluppando il lavoro di Franz Fanon, riguardo ai neri (e per estensione tutti gli oppressi), ha articolato e concretizzato un nuovo piano di ribellione e di straordinaria capacità di resistenza che ha reso viva e vibrante la memoria di quanti tra i loro antenati storici, praticarono l’insubordinazione e la liberazione dalla schiavitù razziale.

Il BPP ha dato un forte contributo al dibattito e allo sviluppo della guerriglia nelle metropoli e ha agito con un’efficacia e un’urgenza politica che riflettevano le condizioni drammatiche, di vera e propria lotta per la vita o la morte delle comunità che al tempo rappresentava. Un’urgenza che traspare chiaramente dalle pagine del libro del rivoluzionario comunista nero George L. Jackson “Con il sangue agli occhi”.

Un libro scritto poco prima della sua morte avvenuta il 20 agosto 1971, nel cortile della prigione di San Quentin, sotto i colpi di fucile di un agente.

Un libro che a distanza di molti anni abbiamo deciso di riproporre perché presenta non pochi argomenti di attualità. Innanzitutto perché quella che in passato sembrava una particolarità norda­mericana, la presenza di una colonia interna, con l’affermazione del capitalismo su scala globale e i nuovi flussi migratori, è diventata una realtà estesa a tutte le metropoli del mondo. In altre parole anche qui ci troviamo di fronte a una nuova sottoclasse lavoratrice deregolamentata e all’affermazione di un sistema sociale in cui la condizione di colonizzato è un dato di fatto.

/ recenti fatti di Rosarno dimostrano come l’avanzamento del razzismo promosso dalle forze di governo e accettato da una finta opposizione non risparmia a queste comunità di oppressi innume­revoli occasioni di dover ribadire, anche con la forza, la loro appartenenza al genere umano. All’interno del libro si tratta anche la questione delle infrastrutture autonome, luoghi in cui i neri per primi si autorganizzavano “per darsi ciò che lo stato americano non dava loro”. Le infrastrutture autonome del BPP erano la base su cui costruire i loro programmi di sopravvivenza: il progetto “colazione gratuita”, le distribuzioni di cibo, i servizi per la salute e l’istruzione, i programmi di riabilitazione per tossicodipendenti e l’organizzazione di ronde armate contro la brutalità della polizia e lo sciacallaggio all’interno della comunità. Questo insieme di pratiche ha permesso alle pantere di intercettare i bisogni materiali delle comunità stesse, mettendoli in relazione con la necessità di una trasformazione strutturale della società. Ed è nelle periferie metropolitane e nei quartieri popolari dove si concentra la rabbia degli sfruttati, dove il patrimonio pubblico viene svenduto alla speculazione, i luoghi di aggregazione vengono chiusi e le trasformazioni del tessuto sociale generano un razzismo sempre più manifesto, che queste pratiche trovano oggi il terreno ideale per essere sperimentate ed approfondite. Per creare nuovi strumenti di lotta e rimettere i proletari in comunicazione con il senso della politica.

ASSOCIAZIONE CULTURALE NICOLA PASIAN

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