per una società senza più classi, guerra e sfruttamento

gennaio 24th, 2010 at 15:00

Continua la caccia al comunista, solito il copione

[Di seguito il contributo dei compagni impegnati nella costruzione del Soccorso rosso in Italia sugli arresti del 18 gennaio a Milano. Sempre al fianco dei prigionieri rivoluzionari.]
Lunedì 18 gennaio sono stati arrestati su mandato del procuratore Piero Saviotti e ordinati dal Gip Maurizio Caivano due compagni di Milano, Manolo Morlacchi e Costantino Virgilio, con l’accusa di associazione finalizzata al terrorismo e partecipazione a banda armata.

Questi arresti si collocano all’interno dell’inchiesta del 10 giugno 2009, che ha portato all’arresto di 6 compagni, 5 attualmente in carcere a Siano-Catanzaro e 1 agli arresti domiciliari.

Questo attacco repressivo mira a criminalizzare e colpire la possibilità di un cambiamento in senso rivoluzionario degli attuali rapporti di classe reprimendo quei compagni che si pongono in tale prospettiva. È stato attuato, come sempre, con i famigerati reati associativi ereditati dal codice fascista Rocco e fa parte della “guerra” contro “il nemico interno” che lo Stato dei padroni conduce attraverso gli apparati repressivi e giudiziari per far fronte alla crisi in cui versa il sistema della borghesia imperialista. Ne è uno degli aspetti principali.

E’ una guerra non dichiarata, ma non per questo meno concreta di quella perpetrata ai danni dei popoli oppressi del tricontinente con le varie missioni militari per le quali, con un decreto legge, il governo italiano ha stanziato un totale di 224,8 milioni di euro.

E, mentre la crisi fa strage di posti di lavoro e offre solo miseria e sfruttamento, l’azione repressiva si articola e si dispiega contemporaneamente su vari fronti. Assistiamo alla caccia al comunista, all’anarchico o al ribelle come a quella all’immigrato o al rom. La caccia al comunista rivoluzionario è un obiettivo della controrivoluzione preventiva, insita nella natura stessa dello Stato, il quale per difendere il potere dei padroni, si adopera costantemente per contrastare ogni possibilità di cambiamento. In questo momento in cui si acuiscono il malcontento e le tensioni sociali, la demonizzazione e criminalizzazione dei rivoluzionari diventano punti indispensabili. Ma questo è anche un chiaro sintomo della debolezza dello Stato che ha bisogno di mettere in moto la macchina repressiva per prevenire sul nascere ogni possibile forma di opposizione al suo potere per la paura di essere messo in discussione visto che non può dare nessuna risposta positiva ai bisogni delle masse.

Il drastico peggioramento delle leggi e delle misure repressive è affiancato dall’indurimento del trattamento carcerario, dall’estensione della reclusione e della criminalizzazione a interi settori sociali, come succede con gli immigrati attraverso l’istituzione dei Cie. Il salto autoritario a cui nessuna democrazia occidentale si sottrae è accompagnato dalla spinta verso la mobilitazione reazionaria che ha avuto, nel caso dei fatti orribili di Rosarno, la prima evidente manifestazione a livello di massa.

Le inchieste contro i compagni vengono costruite e portate avanti tutte con lo stesso copione: reati associativi, campagne mediatiche diffamatorie, trattamento differenziato e isolamento carcerario per indurre i compagni a rinnegare la propria identità. In genere i fatti specifici di cui vengono accusati non sono sostenuti da seri elementi probatori. Quello che agli inquirenti e ai loro mandanti interessa è che i comunisti appaiano come dei pazzi isolati, esterni al movimento di classe e li vorrebbero tutti ravveduti per poter dichiarare la vittoria politica della borghesia e del suo sistema come unico possibile ed eterno. Diversamente, verranno puniti esemplarmente a monito di tutti coloro che intendano mettere in discussione gli attuali assetti di potere.

Il nostro sostegno va a tutti i compagni imprigionati che resistono alla repressione e il nostro impegno a rivendicare la loro internità al movimento di classe.

Rafforziamo la solidarietà politica e di classe attorno a tutti i rivoluzionari in carcere organizzandola e praticandola.

Compagni e Compagne per la Costruzione del Soccorso Rosso in Italia

Gennaio 2010

cccpsri@gmail.com

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