Nell’ultimo periodo, a Padova, ad organizzazioni dichiaratamente neofasciste e neonaziste è stato concesso di agire liberamente, anche con la permissione di numerosi spazi pubblici da parte di Zanonato, sindaco del Partito Democratico. A Casapound il 30 gennaio è stata concessa la Sala Pubblica Diego Valeri per un incontro a cui ha partecipato anche un esponente provinciale del PD. Forza Nuova negli ultimi anni ha manifestato per ben tre volte in centro città. Il 10 febbraio dell’anno scorso ha sfilato davanti all’Università, medaglia d’oro alla Resistenza, durante la giornata-trionfo del revisionismo storico: il Giorno del ricordo dei martiri delle Foibe, la più squallida celebrazione dell’odio anticomunista e antipartigiano. In questa giornata ci si dimentica volutamente dei crimini di guerra dei fascisti italiani (campi di concentramento, massacri, stupri, torture…) avvenuti in Jugoslavia (13.000 morti nella sola Slovenia), in Libia (più di 100.000 morti), in Etiopia (300.000 morti), per poi falsare spudoratamente i numeri dei morti delle esecuzioni di nazi-fascisti avvenute da parte dei partigiani comunisti italiani e jugoslavi in Venezia Giulia e Dalmazia. Proprio in questa giornata, vengono fatti sfilare per il centro città coloro che del razzismo e del negazionismo fanno ancora un vanto.
Sempre più negli ultimi anni assistiamo ad un sistematico tentativo di riabilitazione del fascismo. Tutte le parti politiche, infatti, spingono verso quella che chiamano “memoria condivisa”: un tentativo di sminuire e di rendere “comprensibile” la scelta che fecero “i ragazzi di Salò”, condannando sempre più quei partigiani che a loro titolo “volevano sostituire una dittatura con un’altra di un altro colore”.
Il fascismo però fu abbattuto a colpi di fucile dalla lotta popolare di tantissimi italiani, da migliaia di persone che scelsero la resistenza, anche armata, come unico metodo per riottenere la libertà. Questa è l’unica verità. Quella che i proletari pagarono al prezzo di sangue, sudore e lacrime.
Ma dal fascismo non si tornò mai indietro: già nel 1946 furono processati centinaia di partigiani e scarcerati 12.000 fascisti con un’amnistia promossa da Togliatti. Negli anni cinquanta a capo di questure, procure e altri uffici ministeriali erano presenti tutti gli ex-uomini di regime che si rivelarono determinanti per reprimere poi il movimento studentesco e operaio negli anni sessanta e settanta, gli anni della “strategia della tensione”, delle stragi nere coperte da Nato, servizi segreti e massoneria e dei tentati colpi di stato.
Il revisionismo della memoria partigiana, e l’agibilità concessa ai neofascisti, vanno inquadrati in un più ampio ordine politico che va instaurandosi in questo periodo di crisi. Oggi le attività delle nuove frange neofasciste sono più che mai funzionali agli interessi del capitale padronale poiché il loro seminare odio divide i più deboli, ed il loro squadrismo è usato in chiave controrivoluzionaria e repressiva nei confronti di chi cerca di organizzare il dissenso anticapitalista.
Lottare contro il neofascismo, il razzismo e l’intolleranza, significa anche riconquistare gli spazi che sistematicamente ci vengono tolti e negati. Oggi è più che mai necessario battersi per uno spazio che faccia della lotta e della resistenza antifascista la sua bandiera!
Rilanciamo la lotta antifascista! Rilanciamo la lotta anticapitalista!




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