per una società senza più classi, guerra e sfruttamento

febbraio 19th, 2010 at 22:50

Solidarietà agli antifascisti che resistono!

Sabato 13 febbraio a Rovereto una trentina di compagni e compagne sono scesi in strada per impedire una manifestazione fascista di Fiamma Tricolore che voleva commemorare “le vittime” delle foibe. I fascisti in divisa (polizia, carabinieri, digos) hanno brutalmente caricato i compagni e le compagne, 28 dei quali sono stati fermati e portati in questura, 11 all’ospedale e 3 arrestati: Ivan, Jepo e Poza. Martedì 16 si è svolto il processo a carico degli arrestati, per Ivan è stato predisposto l’obbligo di dimora nel suo comune, per Jepo il foglio di via dal trentino, mentre Poza rimane in carcere a Rovereto, ma sembra che verrà trasferito nel carcere di Montorio a Verona.

Esprimiamo la nostra incondizionata solidarietà a tutti i compagni che si sono opposti alla parata neofascista, una delle tante che si svolgono ogni anno in Italia in occasione della “giornata del ricordo”, ossia il giorno dell’orgoglio fascista, visto che si commemorano gli assassini e i criminali di guerra fascisti e nazisti, protagonisti dell’occupazione e del genocidio di un milione e centomila persone nell’ex Jugoslavia per i quali non verrà mai istituita una giornata del ricordo.

Un altro tassello del revisionismo che mira a riscrivere la storia per legittimare le guerre di occupazione attuali, gettando fiumi di fango e menzogne sul movimento partigiano e antifascista. La volontà delle istituzioni di ogni schieramento politico è di far tacere chiunque si opponga alla “verità storica” sulle foibe da loro creata. I fascisti che, invece, sono portavoce di tale verità e dei valori del potere, vanno sostenuti e legittimati sempre. A Padova (giunta del PD), per l’ennesima volta, è stata negata una sala pubblica in cui doveva svolgersi la presentazione di un libro sulla tematica delle foibe e dell’”esodo” italiano dai Balcani con la partecipazione di due autorevoli storici friulani che da anni lavorano sull’argomento. Mentre in dieci giorni si sono svolte due iniziative pubbliche di CasaPound e una di Forza Nuova.

Scriviamo questo a rigor di cronaca ma non ci stupiamo minimamente, soprattutto se consideriamo tutti i numerosi episodi dei mesi precedenti che vedono gli antifascisti colpiti dalla repressione, soprattutto in città guidate da sindaci di centro”sinistra”.

Rinnoviamo la nostra solidarietà a tutti/e gli/le antifascisti/e !

L’antifascismo non è reato!

In seguito riportiamo il comunicato prodotto dai compagni di Rovereto sui fatti:

Rovereto – Siamo accusati di “resistenza”: ebbene si!

Un giornalista ha scritto che sabato a Rovereto c’era aria di carnevale, festa, coriandoli – ma purtroppo gli anarchici hanno rovinato tutto. Già, coriandoli, mascherine, shopping e una bella sfilata di neofascisti: questo doveva essere il pomeriggio roveretano del 13 febbraio.

Invece una trentina di compagni sono scesi in strada per non permettere ai fascisti di Fiamma Tricolore di marciare indisturbati. E certo per questi ultimi non sarebbe stato facile passare se non fossero stati accompagnati e difesi, come di consueto, dai loro protettori in divisa (il Battaglione di Laives dei carabinieri e il reparto Celere di Padova e Mestre, giunto dalla Valsusa…).

I giornalisti – che qualche tempo fa avevano fatto finta di indignarsi per i pestaggi compiuti dai militanti della Fiamma e per gli inneggiamenti a Hitler e a Mussolini contenuti nei loro siti – ora sottolineano che la manifestazione dei “giovani di destra” era autorizzata e che gli anarchici sono dei violenti. Noi avevamo promesso pubblicamente che i neofascisti non sarebbero mai più scesi in piazza senza problemi a Rovereto. Siamo gente di parola.

Carabinieri e polizia – contrariamente a quanto riportato dai giornali – hanno caricato a freddo, in modo premeditato, puntando sistematicamente alle teste (undici manifestanti sono poi finiti al Pronto Soccorso). Con i compagni ancora in strada, la versione on line de “L’Adige” parlava già di tre arresti (che puntualmente sono stati notificati quattro ore dopo). Fascisti-sbirri-giornalisti: tutto da copione. Il candidato sindaco della Fiamma a Rovereto (D’Eliseo) è l’ex comandante della caserma dei carabinieri. E infatti i suoi amici in uniforme si sono scatenati per bene.

L’ordine era partito dal ministero degli Interni: caricare qualunque contestazione alle commemorazioni delle “vittime delle foibe”. E così infatti è accaduto nei giorni scorsi in diverse città italiane.

Ora tre compagni – Poza, Jeppo e Ivan – sono nel carcere di Rovereto.

Quello della Fiamma era un appuntamento nazionale, con la presenza annunciata del segretario Romagnoli. Nonostante questo, i fascisti erano una sessantina, e hanno dovuto cambiare percorso per la presenza dei compagni.

Rivendichiamo a testa alta la determinazione di essere scesi in strada decisi, nonostante la sproporzione tra noi e le forze dell’ordine. I giovani che si sono difesi compatti con tutte le loro forze dalle cariche brutali degli sgherri sono un esempio di coraggio e di memoria viva dei partigiani che hanno combattuto il nazifascismo.

A chi dice che ci vogliono altri mezzi per contrastare il fascismo, rispondiamo: trovate i vostri, purché nessuno rimanga in silenzio.

Ai sinistri che hanno permesso che la falsificazione della “questione foibe” diventasse verità ufficiale, diciamo: vergogna! Non condannate il colonialismo italiano di ieri perché sostenete apertamente quello di oggi.

Contro il fascismo e chi lo protegge!

Jeppo, Ivan e Poza liberi subito!

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